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Recensione Old boy



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Bene...
Ieri sera l'ho rivisto per l'ennesima volta....E mi ha fatto piangere... Ma lascio la parola ai sedicenti e onnipresenti critici cinematografici,la loro opinione,si sa,è imprescendibile in un mondo che ha fatto della relatività il suo nuovo perno ontologico...Io evito di scrivere una mia personale recensione perchè sono del parere populista che i critici,con le loro stellette e i loro voti,sono alquanto superflui... Un'opera parla di sè,e a me questo film ha detto moltissimo e bene... Spero solo di suscitare la vostra curiosità allegando spezzoni di esaminatori autorevoli e che vediate questo film perchè il cinema va solo visto e raccontato,non disambiguato...
Ecco che ne ha scritto Valerio Caprara(presenza fissa nel CINEMATOGRAFO di Marzullo):
Uno dei migliori film della stagione che, peraltro, non si raccomanda a uno spettatore timorato o generico. «Old Boy» rievoca, infatti, l'universo di Lynch e Cronenberg, Kitano e Tarantino: adattando liberamente gli otto album di un fumetto giapponese scritto da Tsuchiya Garon e disegnato da Minegishi Nobuaki, il quarantunenne regista coreano Park Chan-wook è riuscito a trasformare le cupe, feroci, visionarie atmosfere del manga in un noir che a più riprese mozza il respiro. L'incubo è garantito sin dalle prime sequenze,

E prosegue Manuel Billy de GLI SPIETATI:
Nella proliferazione di atti estremi – polipi vivi divorati in un sol boccone, denti estratti con metodi che neanche il Laurence Olivier del Maratoneta, mani amputate, bypass con telecomando e lingue tagliate – si coglie in filigrana la disperazione che pare determinare ogni gesto, condizionare ogni movimento: la vendetta non è più un piatto che va servito freddo, ma è una pietanza andata a male, maleodorante, che non libera l’autore dalla pesantezza del gesto che si accinge a compiere, ma che anzi lo lega in maniera ancora più indissolubile ad un passato che vorrebbe dimenticare, e che il protagonista riuscirà a rimuovere solo grazie all’intervento provvidenziale dell’ipnosi, quindi dell’altro.

Roberto Nepoti de La Repubblica invece fa una scontata ma ben formulata disamina del rapporto con Tarantino,che presidente della giuria di Cannes nel 2004 gli assegnò il Gran premio della giuria e affibbiò al film un giudizio,che data la sua fama,comparve in molte locandine europee:"Il film che avrei voluto fare"
In concorso a Cannes esattamente un anno fa, Oldboy ha ricevuto il Gran Premio della giuria presieduta da Quentin Tatantino. Fummo facili profeti a prevedere che Quentin lo avrebbe apprezzato; non si deve credere, però, che la violenza rappresentata dal regista coreano somigli a quella del collega. Laddove le stragi tarantiniane sono ludiche, venate d'ironia da cartoon, qui la violenza non ha nulla di seducente, né di divertente: è disumana, brutale, atroce come il mondo che la incornicia.
E Park Chan-Wook non si diverte mai a fare il furbo con lo spettatore, non cerca di stupirlo. Lo immerge, invece, dentro il cervello di un uomo imprigionato in un incubo, rendendogli sempre più urgente il bisogno di scoprire, assieme a lui, la verità

Adesso guardatelo,e fatemi sapere che ne pensate...


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