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Riflessioni cinematografiche



Raccontare per non morire mai,il cinema è una chimera fragile come una rivoluzione ma altrettanto affascinante,utopia distopica,museo di archetipi,i sogni non possono essere generati da una fabbrica capitalista,perchè anche sognare è un arte,distorcere la realtà attraverso realtà per creare nuove realtà,in un parossismo di vita che non può ridursi a mera filosofia del profitto,non è il denaro a renderci umani,è Kubrick la ragion prima dell'antropocentrismo di cui vi glorificate,gli animali conoscono soltanto l'"io" e il "tu",noi anche l'"egli"del racconto,il cinema come formidabile compendio delle nostre capacità peculiari:astrazione,deduzione,formulazione... Il cinema è dialogo,più della letteratura,più della fotografia,più della musica,possedendole tutte va oltre i loro angusti limiti,volubili colonne d'Ercole che il genio sposta quando ha l'ardire di nascere,di sfidare il conformismo che il mondo gli apparecchia come se fosse l'unico pasto da consumare,ultima cena del mediocre sul quale si regge questo moribondo Occidente classista,perchè la crisi è innanzitutto di alternative,di scelte... Il cinema invece sceglie e fa scegliere,sfida,propone,illustra,dimostra,mostra,narra,il cinema è coralità,è torto e ragione,è tesi di laurea,ipotesi,empiria,il cinema è Storia e storia,il cinema è Dio,non sarà mai la religione a farci superare la nostra finitezza cosmica,la risposta non sta in un Altro metafisico migliore di noi,l'immortalità che aneliamo va cercata nella nostra mortalità,perchè è Dio ad essere cinema,una forma spuria di intrattenimento,fondamentale come un kolossal qualsiasi,un giorno Dio morirà,il cinema rigorosamente di "genere"si estingue sempre,quel cinema finirà ma il cinema continuerà ad esistere e ballerà laiche danze sulla tomba del Divino...
Spesso sbuffo misantropia rabbiosa da tutti i pori,eppure la mia devozione per il cinema nasconde la più banale delle dichiarazioni d'amore per gli uomini...

Presentazione museo del cinema di Torino


Ecco per voi una breve presentazione del fantastico Museo del cinema,a Torino,sito dentro la Mole antonelliana... L'ho visitato qualche anno fa e il ricordo è ancora dolce... Incontrai una ragazza francese con un seno enorme e un viso bellissimo con cui intrapresi una balbettante conversazione su Scorsese in pugliese(ecco un pratico esempio per rendervi l'idea!)

Mhh,vabbè,eccovi la presentazione

"La cosa"


Oggi voglio scrivervi di uno dei film che per un soffio non ho messo nella mia personale classifica:"La cosa",di John Carpenter...
Titolo originaleThe Thing
PaeseStati Uniti d'America
Anno1982
Durata96 min
Colorecolore
Audiosonoro
Rapporto2.35:1
Generehorror, fantascienza
RegiaJohn Carpenter
SoggettoJohn W. Campbell (racconto)
SceneggiaturaBill Lancaster
ProduttoreDavid Foster, Lawrence Turman,Stuart Cohen (co-produttore), Larry J. Franco (produttore associato),
Produttore esecutivoWilbur Stark
Casa diproduzioneDavid Foster Productions, Turman-Foster Company, Universal Pictures
Interpreti e personaggi
QUI trovate un'acuta recensione che condivido in pieno(soprattutto per quanto riguarda il finale di sapore letterario),invece QUI trovate una galleria di immagini e locandine del film... Qualcuno di voi potrebbe obiettare che Carpenter(se andate su questo link,sappiate che al mio funerale voglio essere seppellito con questa musica di sottofondo,che vi sfido a riconoscere!)non è poi così postumo,e nemmeno Moretti d'altronde lo era,essendo entrambi registi apprezzati dalla maggior parte dei cinefili. Ma se a Moretti sono sicuro che l'etichetta di artista postumo non dispiacerebbe(già ECCE BOMBO omaggiava sin dal titolo la pazzia iconoclasta di Nietzsche alla quale anche io mi sono rifatto per il titolo di questo blog)Carpenter invece,suo malgrado,sarà protagonista di un revival generazionale:è gia stato annunciato un prequel-remake a Hollywood de "La cosa",pronto nel 2011. Meglio parlane adesso allora,visto che anche questo splendido film sarà fagocitato da quella macchina trita-idee che è diventata Hollywood. Reboot,remake,prequel,trilogia che sia,resta l'essenza di questo cinema post-moderno alla disperata ricerca di innesti rivitalizzanti in generi in perenne agonia quali AZIONE e HORROR. L'ho rivisto ieri notte,in un televisore a tubo catodico di 21 pollici e non riesco ancora a spiegarmi il perchè di questa insensata operazione commerciale. Il film è invecchiato,è vero(fa sorridere la scarnezza grafica dei primi computer)ma che invecchiare sia un delitto vale solo per le persone,non per le opere d'arte!L'America non ha rispetto dei propri registi(già Tarantino in INGLORIOUS BASTERDS vantava a questo proposito i francesi)e mi chiedo quando passeranno alla pittura o alla letteratura facendo remake al passo coi tempi di opere di Picasso e Leopardi! "La cosa" è uno dei vertici di uno dei migliori registi americani. John Carpenter è un narratore egregio,non sbaglia mai un'inquadratura,mai che devi dal racconto,possiede la straordinaria capacità di concentrare intere descrizioni che su un libro occuperebbero pagine,in pochi movimenti di macchina,un artista minimalista che sa colorare tutti i suoi personaggi di una psicologia appropriata,senza renderle macchiette. Una carriera rispettabilissima la sua(anche le occasionali sortite nelle commedie,genere che non gli compete,non sono poi così devastanti), un artigiano silenzioso del cinema che spesso è stato saccheggiato dai videogiochi(giocate ai primi due Metal gear solid dopo aver visto 1997-Fuga da New York e impallidirete per le somiglianze!). "La cosa" è il riassunto ideale dell'horror anni 80,quello splatter godibilissimo fatto di sangue così rosso da non spaventare nessuno o quasi e pupazzi animati da effetti non ancora troppo speciali,pregni di quell'amore e quel rispetto verso un pubblico visto come un amico da spaventare piuttosto che,come adesso,un target studiato su un tavolino di mogano da un produttore arrivista. L'horror è morto,da almeno un decenni buono,ridotto a uno stupido canovaccio per adolescenti in cerca di brividi facili-facili,smantellato in due filoni opposti: o il modello Final destination,con ragazzini imberbi e idioti che in un vortice di ormoni puerili muoiono in improbabili catastrofi;o il modello Saw che punta tutto sul voyeurismo Youtube ed esorcizza la schizofrenia della società divertendosi a far torturare tranquille famigliole da sadici maniaci in atmosfere cupe e raggelate dal solito manierismo commerciale. "La cosa" invece narra di un gruppo di scienziati(notare il barbone di Kurt Russell,quando ancora i film erano girati da omaccioni virili!)sperduti tra i ghiacci dell'Antartide tra cui si infiltra la Cosa,un essere alieno che riproduce le sembianze umane divorandoli uno dopo l'altro. Di seguito vi linko una delle scene(astenersi deboli di stomaco)

Da ricordare inoltre le musiche del maestro ENNIO MORRICONE,che anche negli horror(curiosità:ha musicato anche DARIO ARGENTO)ci regala musiche incalzanti e un giro di basso che rimane nella memoria. Il cast è formato da onesti caratteristi e da un Kurt Russell meno gigione del solito e proprio per questo perfetto per la parte. I nomi che vi ho fatto dovrebbero rendere l'idea di come l'horror fino a qualche decennio fa non fosse un genere frequentato dai sobborghi hollywoodiani e da giovani figuranti in attesa di una scalata nello show-business. "La cosa" è puro intrattenimento,non cercate disquisizioni filosofiche o dialoghi scintillanti,ma non non è neppure quella lobotomia che ci spacciano per horror adesso,è il prototipo perfetto dell'incubo vero che la fabbrica dei sogni sapeva regalarci fino a qualche tempo fa.
Naturalmente non voglio convertire nessuno alla mia causa,nonostante i toni apocalittici che adopero non voglio assurgere a profeta cosmico,voglio solo suscitare la vostra curiosità e spingervi a vedere i capolavori di un cinema spesso bistrattato,ma che,nascosto tra le pieghe di una pagina opulenta,possiede ancora gemme rarissime da scoprire. Lamento un'assoluta mancanza di commenti a questo blog,c'è poca partecipazione,commentate non tanto quello che scrivo,quello è opinabile,ma i film di cui vi parlo.
Senza cinema un uomo smette di essere un uomo...



Scontro tra titani(Hollywood vs Moretti)



Questa volta concordo con il parere dei critici,non con le loro stellette,è ovvio,ma non posso negare che questo film sia stato una delle boiate più grandi della mia giovane vita da appassionato cinefilo... Hollywood è talmente in crisi d'idee e artisti che non sa nemmeno sfruttare l'immenso patrimonio dell'epica greca,sfornando un film orribile,che affossa prima di nascere la carriera di Sam Worthington(il suo Perseo con il look da marine è il suo de profundis attoriale,e non solo il suo)... Quest'America così superba da americanizzare qualunque mito,così democratica da esportare la pace con la guerra(l'ossimoro orwelliano ha perso la sua caratteristica feroce di critica ed è diventato realtà malata), vorrebbe rendere anche il cinema un'industria che ragiona meramente per il profitto,in quei dannati termini di marketing che rispondono al nome di target e remake... Un eterno ritorno verso il nulla,verso stereotipi morti da almeno trent anni,non siamo la Mtv generation,vogliamo qualcosa di più,ma chi l'ha detto che un cine-comics debba solo piacere agli adolescenti brufolosi?IL CAVALIERE OSCURO non deve essere il solito capostipite di una scuola di pedissequi epigoni ma deve aprire una strada:il fumetto può essere per questo secolo ciò che i miti omerici erano per la Grecia antica... Non vogliono e non possono essere ridotti TUTTI a prodotti pre-confezionati con un freddo cervello calcolatore capitalista... Scontro tra titani CREDE di seguire i gusti di un sano giovane occidentale:Muscoli,Eroismo all'acqua di rose,Donne,Virilità Omofobica... Mi viene in mente solo la splendida gag di Nanni Moretti che sbeffeggia l'ossessiva bramosia della società di intercettare i gusti dei giovani... Ed è con un vero autore di cinema che vi lascio,invitandovi ad approfondire l'autore più autarchico del nostro cinema,una scheggia impazzita che ridurre a mero rappresentante di sinistra(peraltro in stato comatoso) sarebbe una deligittimazione imperdonabile...

Quanto conoscete TARANTINO???


Four rooms19%
Le iene764%
Pulp fiction218%
Jackie Brown19%


Pulp Fiction327%
Bad taste218%
The addiction19%
Verdetto finale545%


Pubblico i risultati delle vostre risposte sul test delle citazioni che riguardavano Tarantino... Non vi darò MAI i risultati completi!!!In ogni caso ringrazio le 11 persone che l'hanno compilato e se ne Le Iene siete abbastanza ferrati,vi consiglio invece di ripassare Pulp Fiction!!!

Recensione Old boy



Prima di leggere questa recensione andate su questo link:
dropbox QUI e scaricate gratuitamente il film dal mio archivio...
Bene...
Ieri sera l'ho rivisto per l'ennesima volta....E mi ha fatto piangere... Ma lascio la parola ai sedicenti e onnipresenti critici cinematografici,la loro opinione,si sa,è imprescendibile in un mondo che ha fatto della relatività il suo nuovo perno ontologico...Io evito di scrivere una mia personale recensione perchè sono del parere populista che i critici,con le loro stellette e i loro voti,sono alquanto superflui... Un'opera parla di sè,e a me questo film ha detto moltissimo e bene... Spero solo di suscitare la vostra curiosità allegando spezzoni di esaminatori autorevoli e che vediate questo film perchè il cinema va solo visto e raccontato,non disambiguato...
Ecco che ne ha scritto Valerio Caprara(presenza fissa nel CINEMATOGRAFO di Marzullo):
Uno dei migliori film della stagione che, peraltro, non si raccomanda a uno spettatore timorato o generico. «Old Boy» rievoca, infatti, l'universo di Lynch e Cronenberg, Kitano e Tarantino: adattando liberamente gli otto album di un fumetto giapponese scritto da Tsuchiya Garon e disegnato da Minegishi Nobuaki, il quarantunenne regista coreano Park Chan-wook è riuscito a trasformare le cupe, feroci, visionarie atmosfere del manga in un noir che a più riprese mozza il respiro. L'incubo è garantito sin dalle prime sequenze,

E prosegue Manuel Billy de GLI SPIETATI:
Nella proliferazione di atti estremi – polipi vivi divorati in un sol boccone, denti estratti con metodi che neanche il Laurence Olivier del Maratoneta, mani amputate, bypass con telecomando e lingue tagliate – si coglie in filigrana la disperazione che pare determinare ogni gesto, condizionare ogni movimento: la vendetta non è più un piatto che va servito freddo, ma è una pietanza andata a male, maleodorante, che non libera l’autore dalla pesantezza del gesto che si accinge a compiere, ma che anzi lo lega in maniera ancora più indissolubile ad un passato che vorrebbe dimenticare, e che il protagonista riuscirà a rimuovere solo grazie all’intervento provvidenziale dell’ipnosi, quindi dell’altro.

Roberto Nepoti de La Repubblica invece fa una scontata ma ben formulata disamina del rapporto con Tarantino,che presidente della giuria di Cannes nel 2004 gli assegnò il Gran premio della giuria e affibbiò al film un giudizio,che data la sua fama,comparve in molte locandine europee:"Il film che avrei voluto fare"
In concorso a Cannes esattamente un anno fa, Oldboy ha ricevuto il Gran Premio della giuria presieduta da Quentin Tatantino. Fummo facili profeti a prevedere che Quentin lo avrebbe apprezzato; non si deve credere, però, che la violenza rappresentata dal regista coreano somigli a quella del collega. Laddove le stragi tarantiniane sono ludiche, venate d'ironia da cartoon, qui la violenza non ha nulla di seducente, né di divertente: è disumana, brutale, atroce come il mondo che la incornicia.
E Park Chan-Wook non si diverte mai a fare il furbo con lo spettatore, non cerca di stupirlo. Lo immerge, invece, dentro il cervello di un uomo imprigionato in un incubo, rendendogli sempre più urgente il bisogno di scoprire, assieme a lui, la verità

Adesso guardatelo,e fatemi sapere che ne pensate...


Per chi volesse leggere gli interi articoli pubblico di seguito i link:

I magnifici 10



  1. Questa non è una classifica tecnica
  2. Questa non è una classifica tecnica
  3. Questa non è una classifica tecnica!!!
Dopo queste tre precisazioni,potete lasciare i commenti che volete...

Test per i cinefili(media difficoltà!)



Adesso che avete terminato posso dirvelo...Pensate davvero che potrei liberami di questo gioiellino cinefilo(con l'intervista dove Quentin si permette di mandare a quel paese Kubrick!)per darlo al primo internauta che con potenti mezzi tecnologici possa gabbarmi e rispondere esattamente alle domande del quiz???
 
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