
Raccontare per non morire mai,il cinema è una chimera fragile come una rivoluzione ma altrettanto affascinante,utopia distopica,museo di archetipi,i sogni non possono essere generati da una fabbrica capitalista,perchè anche sognare è un arte,distorcere la realtà attraverso realtà per creare nuove realtà,in un parossismo di vita che non può ridursi a mera filosofia del profitto,non è il denaro a renderci umani,è Kubrick la ragion prima dell'antropocentrismo di cui vi glorificate,gli animali conoscono soltanto l'"io" e il "tu",noi anche l'"egli"del racconto,il cinema come formidabile compendio delle nostre capacità peculiari:astrazione,deduzione,formulazione... Il cinema è dialogo,più della letteratura,più della fotografia,più della musica,possedendole tutte va oltre i loro angusti limiti,volubili colonne d'Ercole che il genio sposta quando ha l'ardire di nascere,di sfidare il conformismo che il mondo gli apparecchia come se fosse l'unico pasto da consumare,ultima cena del mediocre sul quale si regge questo moribondo Occidente classista,perchè la crisi è innanzitutto di alternative,di scelte... Il cinema invece sceglie e fa scegliere,sfida,propone,illustra,dimostra,mostra,narra,il cinema è coralità,è torto e ragione,è tesi di laurea,ipotesi,empiria,il cinema è Storia e storia,il cinema è Dio,non sarà mai la religione a farci superare la nostra finitezza cosmica,la risposta non sta in un Altro metafisico migliore di noi,l'immortalità che aneliamo va cercata nella nostra mortalità,perchè è Dio ad essere cinema,una forma spuria di intrattenimento,fondamentale come un kolossal qualsiasi,un giorno Dio morirà,il cinema rigorosamente di "genere"si estingue sempre,
quel cinema finirà ma
il cinema continuerà ad esistere e ballerà laiche danze sulla tomba del Divino...
Spesso sbuffo misantropia rabbiosa da tutti i pori,eppure la mia devozione per il cinema nasconde la più banale delle dichiarazioni d'amore per gli uomini...